La cioccolata del pellegrino

La cioccolata del pellegrino

Appena entrata a far parte  dell’Associazione Italiana food blogger, prendendo visione del Calendario del cibo Italiano, sapevo già che avrei partecipato alla giornata della cioccolata in tazza. Avrei seguito l’ambasciatrice  Ilaria Talimani nel suo sofficiblog, contribuendo alla sua giornata con la mia cioccolata del pellegrino, non solo per golosità, ma per poter raccontare un pezzo di storia, anzi un pezzo di molte storie 😉   Pensavo che il nome “La cioccolata del pellegrino” avrebbe significato qualcosa  solo per gli abitanti di Vicenza e provincia e forse di un pò più in là 😉 Ma dopo aver fatto un po’ di ricerche, per essere più precisa nei ricordi, ho capito che avrebbe significato qualcosa per molti di più.. Almeno per tutte quelle persone che, come  pellegrini, vengono al santuario della Madonna di Monte Berico.;) Un Santuario sopra un Monte ..il Monte Berico, che domina o vigila la città di Vicenza fino in cima, alla sua corona di montagne. Una piccola chiesetta costruita in mezzo ad un vigneto, negli anni diventata il più bel Santuario Mariano del Veneto, sorse nel 1428 dopo che, una povera donna, riuscì, dopo vari tentativi a convincere i vicentini, che la Madonna le era apparsa  più volte proprio sopra il monte dove c’erano le vigne del marito. La bellissima Signora apparve a Vincenza, questo il nome della donna, e le diede  precise istruzioni  indicandole cioé dove doveva sorgere la chiesa che avrebbe difeso e liberato i vicentini dalla terribile pestilenza che stava mietendo vittime già dal 1400, le  assicurava inoltre  che quanti si fossero  recati nella prima domenica del mese in pellegrinaggio al Santuario,  avrebbero ricevuto grazie abbondanti…...
Sbrisolona in Veneto

Sbrisolona in Veneto

Non è solamente l’orgoglio Veneto che ci fa dire che la storia della Sbrisolona iniziò prima con la Fregolota in Veneto. La Sbrisolona, dolce tipico delle terre che videro come padroni e Signori I Gonzaga e la loro discendenza per molti secoli. La Sbrisolona dolce tipico non solo a Mantova, centro della Signoria e del  Ducato dei Gonzaga ma giù fino al nord ovest dell’Emilia, nel Ducato di Guastalla, nella meravigliosa città di Parma) Oggi  nel calendario del cibo Italiano dell’AIFB ,  è la giornata della Sbrisolona , dolce tipico che ben ci verrà raccontato dall’ ambasciatrice Laura Bartolini . Intanto, l’amica Erica  Zampieri ed io da brave Venete o meglio da brave discendenti della Serenissima 😉 ci arroghiamo il diritto di dirvi che la Sbrisolona prima era una Fregolota…. Un giorno di tanti secoli fa un mercante della Serenissima partì dalle sue terre di Castelfranco Veneto con un bel carro trainato da cavalli ricco di stoffe, spezie provenienti dai mercati orientali, farina di mais e un bel cesto pieno di cose buone preparate dalla moglie, tra cui una bella fregolota e qualche bottiglia di Torcolato. Strada facendo il mercante Veneto si centellinava la Fregolota, spezzandone piccoli “pezzi di bricioloni”,  e li intingeva  in un buon bicchiere di Torcolato, un buon vino della sua (nostra) terra, prodotto dalle uve Vespaiolo bianche appassite. Una volta arrivato al Ducato di Gonzaga, fece grandi affari, vendette tutta la mercanzia che si era portato. Felice degli affari conclusi , offerse a tutti il buon Torcolato con la Fregolota della moglie. Il destino volle che passasse in quel momento  il cuoco pasticciere dei Gonzaga,  che volle assaggiare...
Graffette allo Strega

Graffette allo Strega

Storia della Graffette allo Strega, raccontate dal  Napoletano  alla Vicentina. Nasce come dolce  di carnevale, ma è talmente buono che nessuno ci vieta  di prepararlo per altri momenti  golosi. Non fa parte del mio bagaglio di ricordi di bambina, ho conosciuto le graffe da grande, la prima volta acquistate all’alba  al rientro di una serata con amici  in un laboratorio di pasticceria che le preparava al momento e  le consegnava ai clienti nottambuli calde e fumanti  incartocciate in una carta grezza che diventava un pò oliata. Lo street food a Napoli c’è sempre stato e per me che vengo da una cittadina del nord era veramente divertente fare questa “pazziata” nelle prime ore della mattina 😉 In seguito  le graffe dei nottambuli sono diventate le graffette allo strega , grazie ad una zia acquisita, siciliana e  napoletana di adozione,  bravissima a cucinare come la maggior parte delle donne del sud e gelosissima delle sue ricette, tanto ci teneva allo scettro di “la miglior cuoca di casa”. Quando gli anni sulle spalle sono diventati un numero importante ho cercato di farmi dettare  le “formule” perchè lasciasse memoria delle sue ricette, anche se la magia non si può trascrivere e la precisione  delle dosi era nelle sue mani, nell’olfatto e nelle sue papille gustative! Le Graffe allo Strega, liquore tipico del Beneventano,  sono una sua ricetta che non ha tramandato se non nel ricordo di quanto erano buone;) Ho cercato più volte di trovare la quadra nella ricetta per avvicinami il più possibile all’originale  ed alla fine ho trovato i giusti rapporti in  questa ricetta, per quanto riguarda la magia.. ho cercato...
Crostata mandorle e prugne

Crostata mandorle e prugne

Nella settimana della cucina di montagna oggi è la giornata nazionale della Prugna nel calendario del cibo Italiano  dell’Associazione Italiana Food Blogger  http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-della-prugna/ Scopo principale dell’AIFB, associazione senza scopo di lucro, è creare crescita e formazione per tutti coloro che amano il cibo e ne promuovono la cultura attraverso un blog. I principali obiettivi dell’Associazione risiedono dunque nella volontà di far crescere la consapevolezza del ruolo dei food blogger nella sfera della comunicazione agroalimentare, attraverso la conoscenza, la valorizzazione, la promozione e la protezione del nostro prezioso patrimonio culturale: Il cibo artigianale Italiano Ambasciatrice della giornata della Prugna è  Camilla Assandri, siete curiosi di sapere che cosa avrà scoperto per noi nel suo blog La cascata dei sapori ? Io ho scoperto che, paese che vai prugna che trovi 😉 Se la chiamate prugna si intende quella  secca ed in commercio trovate prevalentemente le prugne californiane che  hanno tra le loro proprietà  quella di “smuovere” l’intestino 😉 Se invece le  volete fresche chiamatele Susine. La prima a maturare è la Ramassin o Darmisin, cresce in Piemonte è piccolina e verde oro, dolce e succosa pronta già da metà luglio, e poi via via ovunque voi siate, in Campania, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Piemonte e Trentino Alto Adige, potete gustare le altre varietà di susine chiamandole di volta in volta  brombe, susine, armelline, brügne e …… fatemi sapere voi come le chiamate 😉 Non sceglieteli troppo acerbi perché, una volta raccolti, questi frutti maturano a fatica;) e, quando sono troppo maturi, li utilizziamo per la marmellata …ma questa è un altra storia 😉 Inutile dirvi che fanno molto  bene al nostro...
Granita al limone di Sorrento profumata alla menta

Granita al limone di Sorrento profumata alla menta

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano AIFB, si festeggia la giornata nazionale della Granita   http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-della-granita/ In fondo che cos’è una granita se non semplicemente un po’ di acqua, zucchero e sciroppo congelati? Questo si pensa prima di apprendere cosa sono le vere granite e invece si ha conoscenza solamente delle “granatine” 😉 Le granite sono una poesia..;) un insieme di ingredienti semplici che combinati tra loro diventano una fresca magia. Sono come un’oasi nel deserto, quando vengono gustate dopo una giornata di mare e sole soprattutto al sud. Sono una coccola, la dedizione di una mamma che ogni mezz’ora si applica a girare questo liquido che si deve addensare 😉 Sono un pieno di energia, quando in Sicilia la si  sorseggia al  caffè  con la panna e le brioches con il “tuppo”. La granita al limone di Sorrento per me è un meraviglioso ricordo… l’anticamera di un viaggio di lavoro che si è trasformato nel viaggio della mia vita. Il mio primo incontro con la granita di limoni di Sorrento è avvenuto 17 anni fa: era la fine di maggio e dopo aver fatto la turista alla scoperta di Ravello e Positano mi sono sono ritrovata accaldata, appagata e stanca seduta ad un tavolino di una famosa gelateria, in una Sorrento vuota e silenziosa. Rimasi inebriata dal profumo delle cialde per i gelati che stavano  preparando,  per quando la gelateria si sarebbe riempita dal vociare dei turisti e degli avventori, bramosi di gelato e granite. Ed è così che per la prima volta nella mia vita ho capito che cos’era veramente una Granita, che nulla aveva a che vedere...
Biscotti con fiocchi d’Avena tipo Digestive

Biscotti con fiocchi d’Avena tipo Digestive

Chi ama fare i dolci non ci può rinunciare neppure quando è a dieta 😉 Ognuno di noi gioca infatti ad inventarsi un dolce meno calorico quasi dietetico, praticamente un ossimoro in termini 😉 . Solo il caldo frena la mia voglia di accendere il forno, ma mi tolgo la voglia facendo le cheesecake. Però….con le cheesecake c’è un però,  e forse anche più di uno ;), essendo dolci di origine americana o anglossasone gli ingredienti urgono una reinterpretazione alla Prelibata 😉 Da sostenitrice convinta degli ingredienti artigianali,  non posso ma soprattutto non voglio cadere nell’errore di fare una buona cheesecake utilizzando  biscotti industriali come base, che, per quanto abbiano una storia importante alle spalle, rimangono comunque industriali nella loro sostanza. Parlo dei famosi Digestive, nati nel 1892 ad Edimburgo, il loro gusto inconfondibile un pò dolcesalato li rende i più adatti alle ricette delle cheesecake. Io la soluzione  l’ho trovata! Faccio i Digestive a casa, prima che scoppi il caldo o in una giornata di frescura estiva, li metto in un bel barattotolo di vetro ermetico oppure in una scatola di latta e  sono pronta per tutte le cheesecake estive 😉 fino al momento di riaccendere il forno, se non se li mangiano prima per colazione o per merenda 😉 (Utilizzo un robot da cucina per tritare ed impastare) INGREDIENTI 100 gr di fiocchi d’avena 100 gr di farina 0 60 gr di zucchero di canna 90 gr di burro un cucchiaino di bicarbonato di sodio 20 gr di latte intero PREPARAZIONE Tritate finemente i  fiocchi d’avena con un robot da cucina. Unite la farina, lo zucchero di canna ed...