Per Natale regala un diamante: il vero olio extravergine di oliva

La notizia è rimbalzata su tutti i giornali: nell’ anno nero per l’olivicoltura italiana, il vero extravergine di oliva vale quanto un diamante, per costo ma anche per rarità.

Le stime parlano chiaro: secondo dati Unaprol in questo orribile anno 2014 per ogni italiano ci sono soltanto 3 bottiglie di vero extra vergine di qualità e Made in Italy a testa.

Perfino l’International New York Times ha dedicato al tema una prima pagina, con tanto di titolo a taglio centrale: “La natura si rivela maligna per la raccolta di olive in Italia”. Il quotidiano ha parlato del raddoppio dei prezzi per l’extravergine tutto italiano e, vista la scarsità del prodotto in circolazione, del rischio frodi e contraffazioni.

 

Ma cosa è accaduto precisamente e perché il caro prezzi è stato assolutamente necessario?

 

Le condizioni climatiche avverse, oltre a compromettere la crescita dei frutti, hanno creato terreno fertile per uno dei peggiori nemici degli alberi da olive: la mosca olearia, un parassita che, soprattutto in alcuni territori d’Italia, ha completamente devastato la raccolta.

Di qui un drastico calo della produzione olivicola, che ha toccato picchi del 90% in regioni come la Toscana e ha dimezzato la produzione nel Centro Italia, non risparmiando, sebbene con incidenza minore, le regioni del Sud. In media il crollo della produzione è del -35% e si attesta intorno alle 302mila tonnellate rispetto alle 464mila (dato Istat) della scorsa campagna.

Ne segue un aumento incredibile del costo della poca materia prima in circolazione, soprattutto di quella di qualità, ancora più rara.

Un fallimento epocale per l’intero comparto olivicolo, un danno non indifferente per il Made in Italy, quest’anno più che mai minato dal pericolo truffe. Perché? Perché se l’olio è poco e di scarsa qualità ne giunge dall’estero e resta irriconoscibile per il consumatore. A lanciare l’allarme è stata la Coldiretti: “Le importazioni di olio di oliva dall’estero sono aumentate del 45 per cento rispetto allo scorso anno con un Paese come la Spagna che ha addirittura quasi quadruplicato le spedizioni verso la Penisola (273 per cento), ma sul mercato è praticamente impossibile riconoscere il prodotto straniero per la mancanza di trasparenza in etichetta.”

Come fare allora? Valgono sempre le stesse regole: conoscere i produttori e diffidare dal prezzo.

E se è vero che il prezzo non può essere una garanzia di qualità, è anche sicuro il contrario: sotto un certo prezzo non è olio di qualità, anzi: non è extravergine, tantomeno Made in Italy! Mantenere i prezzi dello scorso anno è impossibile per chiunque lavori in qualità e certamente ha pagato molto cara la materia prima.

Alla luce di tutto questo si spiega perchè David Granieri, presidente di Unaprol, abbia dichiarato: “In occasione del Natale inviterei gli italiani a scambiarsi come regalo il vero olio extra vergine di oliva tracciato made in Italy”. Altro che diamanti…

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