Storia del BUSSOLA’

 “ Chi gà Santoli gà Bussolà”

Chi ha dei “Santi” in paradiso o in terra può avere il Bussolà!

E’ un dolce della tradizione vicentina che venne rappresentato anche in un dipinto del maestro Giovanni Antonio Fasolo risalente al  ‘500, presente nella villa Palladiana di Caldogno, dove si riconoscono chiaramente i Bussolà.

Fasolo

Il Bussolà oggi è un prodotto De.Co. che significa  denominazione comunale.

Questa definizione è nata da un’idea geniale del compianto Gino Veronelli, ad oggi  è già stata adottata da oltre 400 comuni italiani per tutelare e valorizzare  la produzione tipica del mondo agricolo, ma anche i piatti della tradizione e alcuni prodotti artigianali di eccellenza.

Si tratta in effetti di un sistema che vuole difendere il locale rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.

La De.Co quindi, pur non essendo un marchio, rappresenta un riconoscimento concesso dall’amministrazione Comunale ai prodotti  strettamente collegati al territorio e alla sua collettività, senza sovrapposizione alcuna con le denominazioni d’origine.

In provincia di Vicenza la nascita e lo sviluppo dei prodotti De.Co è stata fortemente voluta da un gruppo di ristoratori e agricoltori che negli ultimi 15 anni hanno riportato nelle nostre tavole una serie di prodotti agricoli coltivati nel passato e in molti casi dimenticati con le coltivazioni di massa.

Enrica dei “I Dolci di Zenere”, produce un meraviglioso Bussolà, seguendo tutti i criteri della tradizione.

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Se volete cimentarvi nel farlo a casa qui vi lasciamo la ricetta storica:

BUSSOLA’ VICENTINO

Ingredienti dose per 6-8 persone

Farina 00- 500 gr ( farina debole)

Burro 150 gr

Zucchero semolato 100 gr

Bacca di vaniglia

Vino Torcolato  e Grappa ( nella ricetta di Enrica viene aggiunto il Clinton… ma qui inizia un’altra storia!)

6 uova

lievito in polvere 1 bustina

lo zucchero in granella

Mettete in una ciotola la farina e mescolatevi lo zucchero semolato, la vaniglia, il lievito e un pizzicotto di sale.

Fate la fontana e rompetevi al centro 5 uova intere e un tuorlo aggiungendo anche il burro leggermente ammorbidito ed a pezzetti e un poco di vino bianco ( Torcolato) e profumando con una cucchiaiata di grappa, ottenendo un impasto piuttosto malleabile.

Date alla pasta la forma allungata di un salame e sistematela in uno stampo da ciambella ( rotondo con foro centrale), precedentemente imburrato. Pennellate la  superficie con l’albume rimasto leggermente sbattuto e cospargetela con abbondante zucchero in granella. Mettete quindi il bussolà in forno già caldo per circa 35 minuti, dopodiché sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella.

Con lo stesso impasto si preparano anche i bussolà  piccoli, grossi un dito e di vario diametro,  la tradizione racconta che venissero regalati dai “santoli” ai “fiossi” nel giorno della cresima.

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Esistono delle varianti del Bussolà, ad esempio quello di Enrica, prodotto De.Co del comune di Caldogno, ispirato dal dipinto cinquecentesco del Fasolo, è aromatizzato con il Clinton un vino che ha una sua storia un pò travagliata, ed arricchito con uvetta, senza lo zucchero in granella in superficie. Varianti moderne  vedono il Bussolà arricchito con gocce di cioccolato oppure con frutta secca … come al solito via libera alla fantasia!

 

 

 

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