Chi decide quello che mangiamo?

Chi decide quello che mangiamo?

 

Andiamo al supermercato, passeggiamo tra gli scaffali, osserviamo spesso le etichette e cercando di accordare preferenze e prezzo riempiamo i nostri carrelli. Siamo soddisfatti, fare la spesa – si sa – genera felicità. Soprattutto per chi ha tempo e possibilità a disposizione.

Apparentemente abbiamo compiuto un atto arbitrario, una scelta libera tra una quantità di altre cose.

Ma è davvero così? Siamo sul serio consumatori padroni delle proprie scelte oppure esiste qualcosa di più grande e forte in grado di orientarle? Ebbene sì, pare proprio di sì.

 

A svelarlo è l’inchiesta  riapparsa di recente sui maggiori quotidiani italiani circa le Big 10, le multinazionali che attualmente controllano quasi tutto quello che compriamo al supermercato:  Coca-Cola, PepsiCo, Unilever, Danone, Marte, Mondelēz International, Kellogg, General Mills, Nestle, e Associated British Foods.

Sono loro i padroni del cibo, quelli che secondo Oxfam International, la confederazione internazionale che agisce in sostegno dello sviluppo sostenibile e delle popolazioni più povere, controllano da soli più del 70 % dei piatti del pianeta, con un fatturato annuo di 450 miliardi di dollari di fatturato annuo e 7.000 miliardi di capitalizzazione (l’equivalente della somma del PIL dei paesi più poveri della Terra).

Sono proprio questi nomi che decidono a tavolino quali oli e grassi, e quanti zuccheri!, devono entrare nella nostra dieta, con politiche comuni e accordi segreti in grado di direzionare le nostre scelte.

La lista è lunga e ramificata, difficile pensare di esaminarla senza sentirsi personalmente coinvolti: i marchi riconducibili a questi big sono davvero tanti! Difficile pensare di non avere a che fare con prodotti come la Philadelphia o la Coca Cola, la Nutella o i cereali Kellogs, che spesso sono pane quotidiano nelle dispense degli italiani.

La lotta a sostegno delle piccole produzioni, della biodiversità, della trasparenza in etichetta o ancora la battaglia contro la fame da una parte e l’obesità dall’altra, non assumono forse un contorno inquietante alla luce di questo scenario? Davvero possiamo ancora controllare le nostre dispense e sognare un futuro migliore per la salute umana e dell’ambiente? Forse sì, lontani dal supermercato.

 

Oxfam promuove campagne e raccolte di firme per migliorare i comportamenti delle multinazionali del cibo. Il sistema è quello di fare pressione sull’immagine dei gruppi alimentari in Occidente per spingerli a migliorare le politiche sociali nei paesi produttori.

Per maggiori informazioni sull’attività di Oxfam visita: www.oxfamitalia.org

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