Il radicchio rosso di Treviso e i “Gioielli di Marca”

Alla 33^ festa dei Fiori d’Inverno, nome che viene dato al  radicchio rosso igp di Treviso, ho passato una fantastica domenica di fine gennaio alla scoperta dei Gioielli di Marca, come si usa dire per le bellezze di Treviso e provincia.

Avrei voluto viaggiare sopra una nuvola, per osservare dall’alto i reticoli dei canali di questa città bagnata da due fiumi. Ammirare i freschi e fioriti portici e gli inaspettati solarium nascosti tra le antiche tegole dei tetti, dove le aristocratiche signore si esponevano per imbiondire le chiome riparando però la candida pelle.

Espressioni di memorie, aneddoti e leggende di una città millenaria e meravigliosa.

Questa città, visitabile tutta a piedi, l’ho percorsa, nelle sue strette ed eleganti vie, ad occhi spalancati, toccando i muri delle sue antiche case ricoperte da dipinti scoloriti di arazzi di un’inaudita bellezza.

Cuore e gioiello della “Marca Gioiosa” la ritrovo  nelle parole scritte dal trevisano Giovanni Comisso:

Gentilissima struttura medievale in giuoco bizzarro con le chiare acque dei fiumi che l’attraversano. Quando il giorno è atto i suoi tesori si squadernano d’improvviso nel fitto reticolo di strade, nelle piazze ariose e animate, lungo i canali Cagnan, Buranelli e Roggia, che si intrecciano riflettendo case e palazzi, ora di impronta medievale, ora manierista, in un intreccio compatto e armonioso.”

Rimani con me,  questa meravigliosa città Veneta ha tanto da raccontare!

canale Buranelli Treviso

 palazzo di Treviso evidenza arazzi

Visita all’azienda agricola di Nello produttore di radicchio rosso di Treviso Igp

Prima di passeggiare per le strade di Treviso, abbiamo trascorso la mattinata con Nello e Oriana, per farci raccontare tutto sul radicchio rosso di Treviso.

L’azienda agricola di Nello Menegazzo, che si trova a Preganziol, produce radicchio di Treviso precoce e tardivo da tre generazioni e fa parte del Consorzio del radicchio di Treviso Igp.

Nello crede molto nel ruolo dei consorzi di tutela tanto da ricoprirne anche il ruolo di consigliere. Ci racconta di quanto sia importante il ruolo di vigilanza dei protocolli di produzione fatti dal consorzio per ottenere l’alta qualità del prodotto, il rispetto del consumatore e quello del produttore.

Attraverso il  controllo della qualità si ottiene un prodotto migliore e un miglioramento della qualità lavorativa dell’agricoltore.

Le  buone pratiche nel corso degli anni hanno fatto sì che le coltivazioni di radicchio rosso di Treviso Igp  siano aumentate, rispettando la qualità, ed è diventata anche una opportunità di lavoro per molti giovani  che hanno ricominciato a coltivare  terreni abbandonati.

Potremmo  dire che il rispetto delle comuni regole ha prodotto un radicchio migliore, ha tutelato il territorio ed ha avuto una ricaduta positiva del welfare.

L’ennesima dimostrazione che fare rete è importante!

Blogtour Fiori d'inverno

 

Le stagioni del  radicchio e di chi lo coltiva.

La vita di Nello e Oriana è ritmata dai cicli di semina e di raccolta del radicchio precoce e tardivo.

Quando tutti iniziano a prepararsi per le vacanze estive loro iniziano a pensare alla semina.

La seminagione avviene i primi dieci giorni di luglio, dopo circa 12 giorni, viene effettuato il primo trapianto del precoce, mentre per il tardivo bisognerà attendere fino ai primi giorni di agosto.

Il radicchio precoce sarà pronto per essere raccolto già da settembre. Mentre il radicchio rosso tardivo, prima di essere raccolto, dovrà aspettare le prime brinate invernali che lo faranno maturare.

Strano vero?

Il gelo notturno fa maturare le piante che però devono essere raccolte nelle ore centrali della giornata quando cioè la brina si sarà già trasformata in acqua.

La fasi di lavorazione del pregiato tardivo:

Più croccante e delicato nella varietà precoce, il radicchio rosso di Treviso Igp  è molto pregiato per la complessità della lavorazione sulla quale veglia appunto il Consorzio di tutela:

  • Dopo le prime brinate il radicchio viene raccolto e posto in vasche piene di acqua di risorgiva del fiume Sile per la fase chiamata “imbianchimento”.
  • Rimarrà per diversi giorni in acqua fino a che il fittone comincerà a germogliare.
  • A questo punto si passa alla fase della toelettatura.

Tutti questi passaggi di lavorazione sono manuali, è quindi corretto di fronte ad una bella cassetta di radicchio rosso di Treviso porsi questa domanda: Quanto vale?

 

 

“Fiori d’inverno” una festa che dura da novembre a fine marzo.

Dal 9 Novembre 2018 al 24 marzo 2019 è stata organizzata la 33^ festa dei Fiori d’Inverno.

Dodici grandi eventi per conoscere, vivere e gustare quest’ortaggio famoso e pregiato, diventato simbolo indiscutibile della Marca Trevigiana nel mondo.

L’Olandese Aldo Van den Borre, che scoperse il radicchio rosso di Treviso, nel 1924 scrisse:

“Ecco un erbaggio che è un fiore. Treviso va altera di questo magnifico ortaggio, che è opera della sua terra, del suo clima e della sua gente illustre e paziente. Di cicorie ve n’è dappertutto. Ma l’erba di Teofrasto, la kasni degli Indù, la radice rossa di Milano, la kaiserscichorie di Berlino, la Witoof di Bruxelles, l’archicoria dell’Escuriale, la christmas salad di Londra non hanno nulla a che fare col radicchio trevisano: Se lo guardi, egli è un sorriso; Se lo mangi, è un paradiso; Il radicchio di Treviso!”

Le iniziative di ogni tipo di radicchio vengono organizzate durante questi mesi dei Fiori d’Inverno con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso, della città metropolitana di Venezia e dei comuni di: Casier, Martellago, Mirano, Mogliano Veneto, Preganziol, Quinto di Treviso, Roncade, Scorzè, Spresiano, Zero Branco.

 

Visitare Treviso con Veneto Smile 

“Gioiosa et amorosa”: così venivano chiamate nel Medioevo, Treviso e la sua provincia, in riferimento al fiorire della cultura cavalleresca.

Descrizione indovinata ancora oggi e appropriata anche per la nostra simpaticissima guida Tiziana Benincà di Veneto Smile.

Molto Mary Poppins ma guida preparatissima!!!

Il fascino gentile di Treviso e della nostra guida ci hanno conquistato fin dal primo incontro presso la Porta San Tommaso.

Delle dodici porte presenti nella cinta muraria di Treviso ne rimangono solo tre, una di queste è appunto la Porta dedicata a San Tommaso di Canterbury e sulla cui sommità si erge San Paolo.

La curiosità sono le iscrizioni sopra la volta della porta: in vernacolo quella volta all’esterno ed in latino quella all’interno, dando già  l’idea di chi abitava fuori e di chi abitava dentro le mura.

Le dieci porte furono chiuse dall’ingegnere e frate Giocondo che fu inviato dalla Serenissima a presidiare i passaggi ed i terreni a nord durante le dispute con la lega di Cambrai.

Fu proprio Frà Giocondo che modificò il volto di Treviso, costruendo il reticolo di canali navigabili all’interno delle mure della città, salvandola così anche da alluvioni.

La passeggiata cittadina lungo il fiume Sile

Il fascino di Treviso conquista già solo passeggiando nel centro storico tra i suoi incantevoli edifici medievali e rinascimentali, molti dei quali affrescati con disegni di arazzi sulle pareti esterne. Dimostrazione di una età comunale molto vivace e fiorente, come ci testimonia la meravigliosa Piazza dei Signori con il Palazzo dei Trecento.

Treviso è una “piccola Venezia” con un’atmosfera raccolta e delicata, con i suoi scorci suggestivi e romantici lungo i numerosi canali dove l’acqua scorre riflettendo portici e ponti e dove la gente, nonostante il freddo, ama fermarsi a fare due chiacchiere in osteria, bevendo lo spritz  accompagnato dai cicchetti oppure seduti al tavolino delle Beccherie a gustare l’originale “tireme su”.

 

 

 

Cose da vedere a Treviso e provincia nelle diverse stagioni:

  • Da marzo a giugno: Primavera del prosecco e storia del popolo eroico.
  • Ottobre a dicembre: Delizie d’autunno.
  • Novembre a Marzo: Fiori d’Inverno.
  • Castelfranco Veneto: patria di Giorgione, di cui nel Duomo si trova la splendida pala con la Madonna in Trono.
  • Asolo: detta la “città dai cento orizzonti”, è un vero gioiello architettonico.
  • Possagno: patria di Antonio Canova, le cui opere sono esposte nella Gipsoteca.
  • Fanzolo e Mosèr: vi si trovano rispettivamente Villa Emo e Villa Barbaro, capolavori di Andrea Palladio.
  • Conegliano: famosa per i vini e la grappa è di antiche origini.
  • Valdobbiadene: rinomata per la produzione del prosecco Docg ma anche per la bellezza del suo territorio

 

Video riassunto della giornata…portate pazienza della qualità?

L’idea però di quanto sia  bello ed interessante fare questo giro la puoi avere anche da questo video!

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