Aspettando San Valentino… la festa dell’amore?

Aspettando San Valentino… la festa dell’amore?

È il Santo patrono degli innamorati, festeggiato universalmente da Chiesa cattolica, anglicana e ortodossa il giorno del 14 febbraio. È San Valentino, vescovo di Terni decapitato a Roma sotto l’imperatore Aureliano il 14 febbraio 273 d.C. e sepolto a Terni nell’area in cui oggi sorge la Basilica a lui dedicata.

Sono molte le storie e le leggende che circolano attorno alla sua figura; naturale considerando che è probabilmente il santo più festeggiato di tutto il calendario! Pare che egli sia considerato protettore delle coppie in quanto primo religioso ad aver celebrato l’unione tra un legionario pagano e una giovane cristiana. Ma quando e perché è stata istituita una festa degli innamorati?

 

Ebbene, il merito (o la colpa?) è stato proprio della Chiesa Cattolica. Questo per porre fine a un licenzioso rito pagano della fertilità praticato proprio nel mese di febbraio per onorare il dio Lupercus. Per ovviare a questi incontri casuali e poco morali tra uomini e donne, nel 494 d.C. papa Gelasio annullò la festa pagana e la cristianizzò inaugurando il culto di San Valentino, martirizzato circa duecento anni prima. Al santo naturalmente venne attribuita la capacità di proteggere i fidanzati conducendoli verso il matrimonio e la procreazione.

Ma, niente paura. Se il vostro Valentino non è ancora arrivato, ricordate che in molte altre parti del mondo questa è un’occasione per celebrare l’amore inteso a 360 gradi.

Usanza tipicamente british è quella di inviare biglietti sagomati (“Valentine”), di sovente anonimi, non soltanto alla persona amata o nel cui cuore si vorrebbe far breccia, ma anche ad amici e parenti.

Gli americani poi approfittano ad ogni età per celebrare la ricorrenza, e la maggior parte dei bambini ha l’abitudine di creare decorazioni, bigliettini e dolciumi da donare agli amici.

Senza contare che in Finlandia ed Estonia questo è “Il giorno degli amici”, e non soltanto degli innamorati.

Anche in Giappone, dove tradizione vuole che siano le ragazze a farsi avanti regalando una scatola di cioccolatini ai ragazzi, non necessariamente il dono è rivolto a fidanzati o mariti, ma anche ad amici o colleghi.

Se l’affetto è corrisposto il dono verrà contraccambiato esattamente un mese più tardi, il 14 Marzo, questa volta con del cioccolato bianco (ecco perchè questo giorno è conosciuto come White Day).

E allora, dato che della festa commerciale da mille e più diamanti non se ne può più, impariamo dai bambini e festeggiamo con disarmante semplicità l’amore universale… quello che non ha bisogno di regali in serie acquistati frettolosamente su consiglio della commessa, quello che non vive di menu fissi e frasi copiate dal web.

Quello da una sola parola, ma scritta a penna; quello di un dolcetto, imperfetto o troppo dolce, fatto con le nostre mani.

 

Happy (simple) Valentine!

 

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