• Il Berlingozzo

Il Berlingozzo di Lorenzo de Medici: dolce di carnevale al forno

Il Berlingozzo è un dolce tipico del giovedì grasso toscano, lo testimoniano scritti del ‘400.

È una ciambella dolce senza burro, profumata dal vin santo e da un sorta di sciroppo di arance versato sopra insieme a confettini colorati.

È un dolce leggero adatto ad ogni periodo dell’anno per la colazione o per una sana merenda.

Sempre più richiesti i dolci di carnevale al forno, ma non è poi una novità visto che ci avevano pensato già alla corte dei  Medici.

Visto l’uso delle arance il periodo migliore è sicuramente quello invernale, ma la riduzione da versare sopra può essere fatta anche con della frutta diversa, oppure con il cioccolato fuso o con una glassa di zucchero.

Il Berlingozzo dolce di carnevale al forno

È un dolce molto semplice e di facile preparazione, le dosi sono per 8 persone ed il tempo per la preparazione è di circa 20 minuti.

La cottura al forno è di 45 minuti circa.

Ti consiglio, prima di iniziare, di pesare tutti gli ingredienti e prepararteli sul piano da lavoro.  Sarà molto più semplice e agevole avere tutto pronto davanti a te.

Io inizio sempre dalla fine, cioè dal preparare la tortiera. La puoi spennellare con un pochino d’olio e poi infarinarla, se scegli questo dolce anche per evitare il burro, oppure la imburri e la infarini come si fa in pasticceria.

Questa operazione ti renderà agevole staccare il dolce dalla tortiera una volta cotto, non sottovalutarla!

Vuoi usare la carta da forno? Se vuoi è possibile, la forma è a ciambella e quindi ti richiede il ritaglio della carta.

Una volta cotta poi la carta la devi gettare, non è riutilizzabile e quindi…come la mettiamo con lo spreco zero!

Ingredienti e preparazione del Berlingozzo

  • 400 gr di farina 00 setacciata
  • 170 gr di zucchero ( anche grezzo)
  • 16 gr di lievito per dolci. È una bustina standard che si trova in commercio
  • uova intere 2
  • tuorli 2
  • 2 arance non trattate
  • 90 gr di olio extravergine di oliva
  • 160 gr di Vin Santo
  • 40 gr di liquore all’anice
  • Uno stampo per ciambella del diametro di 20 cm
  • Burro o olio e 1 un cucchiaio di farina per infarinare lo stampo e poter staccare agevolmente il dolce una volto cotto.

Hai pesato tutto? ora è il momento della preparazione. Accendi il forno a 160° e mettiti all’opera.

  1. Riunisci i 4 tuorli in una ciotola con 150 gr di zucchero.
  2. Due albumi mettili in una seconda ciotola per montarli separatamente, gli altri due potrebbero servirti per fare una frittata più soffice oppure dei fantastici biscotti.
  3. Monta i tuorli con lo zucchero fino a renderli gonfi e spumosi.
  4. Aggiungi a filo l’olio, continuando a montare.
  5. Ora devi aggiungere il vino, il liquore d’anice e la buccia delle arance gratuggiate.
  6. Alla fine la farina setacciata con la bustina di lievito
  7. Ora un pizzico di sale
  8. Aggiungi un po’ alla volta gli albumi, girando il composto da sotto a sopra, per non sgonfiarlo.
  9. Metti il composto bello cremoso nello stampo. Sbatti due e tre volte la tortiera sulla tavola in modo che il composto si assesti.
  10. Aggiungi sopra una manciata di zucchero di granella e inforna.
  11. Finché il Berlingozzo è in forno, metti sul fuoco un pentolino con la spremuta delle due arance e 20 gr di zucchero. Deve sobbollire per creare una sorta di sciroppo.
  12. Una volta cotta la ciambella mettila su un piano e versa sopra a filo lo sciroppo di arance e una pioggia d mompariglia, confettini colorati.

Berlingozzo

Storia del Berlingozzo: dolce del giovedì grasso

Come scrisse il famoso antropologo francese Claude Lévi-Strauss: la cucina di una società è una lingua in cui inconsciamente traduce la sua struttura.

Ed il Berlingozzo rappresenta proprio la struttura della società toscana del XV secolo che vedeva crescere la potenza della famiglia de’ Medici. Una famiglia potente che segnò la storia culturale e artistica del mondo intero. 

Immaginiamo quindi di entrare nelle cucine dei Medici, ricche di materie prime prodotte dalle loro terre come l’olio e il vin santo e di qualche ingrediente esclusivo come le arance, a dimostrazione della loro ricchezza e delle loro alleanze. Forse è proprio così che nasce il Berlingozzo, dalla voglia di proporre un dolce tutto toscano, furbetto, irriverente e diverso dai dolci fritti del periodo.

Questo ciambellone ha origini antiche, viene citato da poeti del ‘400 che lo raccontano servito come antipasto alla tavola di Cosimo I de’Medici. Le stesse cronache raccontano come i toscani burloni se lo appendessero la collo tanto per berlingare, diventato sinonimo di burlare.

Il nome berlingozzo deriva dal nome del giovedì grasso detto berlingaccio, che a sua volta prende il nome da berleghum, parola latina che stava a significare la tavola con i commensali.

Si diceva infatti berlingare l’atto di fermarsi a tavola a fare le chiacchiere dopo aver mangiato e bevuto. Il berlingatore è un commensale mangione e chiacchierone mentre il berlingaccio è la maschera di carnevale che rappresenta una persona paonazza, satolla e rubiconda.

Forse nella ricerca di rinnovamento e di bellezza anche i cuochi del tempo vollero abbandonare le frittelle di carnevale per inventarsi una ciambella colorata e profumata e burlare le aspettative dei commensali.

Oggi il Berlingozzo nonostante sia un dolce ormai dimenticato provoca ancora campanilismi e faide di paternità in molti città toscane e umbre.

A Pitigliano in Umbria da oltre 40 anni, in estate, viene fatta una sagra estiva dedicata a questo ciambellone.

Una vera berlingata, quindi far durare il carnevale fino all’estate!

 Lorenzo de Medici nei Canti carnascialeschi dedicò una canzone ai fornai:

Donne, noi siam giovani fornai, de l’arte nostra buon’ maestri assai: Noi facciam berlingozzi, e zuccherini”. 

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