Frittelle di carnevale di nonna Angelina

Frittelle di carnevale di nonna Angelina

Lo sentite il profumo di Gennaio? odore di neve e di frittelle di carnevale

Questa è una ricetta tradizionale Veneta, le  ”  frìtole “, 

 le migliori le faceva  mia nonna Angelina, le cucinava in due momenti precisi,

una  prima volta le friggeva  il giovedì grasso  e una seconda  il martedì ultimo di carnevale, niente prima e niente dopo ..

se ne parlava l’anno successivo 😉

Queste frittelle di carnevale, per una resa migliore, devono essere preparate la sera prima di quando le friggerete.

La sera si prepara una polentina con il  semolino e la si lascia riposare in un luogo fresco, oppure in frigorifero,

i giorni successivi poi, si prende solo la quantità che ci necessita, si aggiunge un po’ di farina setacciata,

la si amalgama per bene e poi  si frigge.

L’impasto  di queste frittelle di carnevale può durare anche una settimana in frigorifero.

Si friggono  di volta in volta all’occorrenza, cosicché durante la settimana di carnevale potete avere sempre le frittelle pronte anche per le occasioni dell’ultimo momento.

Fritto si, fritto no, è proprio il caso di dire fritto ni.

Ci sono alcune teorie che dicono che il fritto fa bene ed è addirittura meglio del bollito  ,

altri invece dicono che il fritto fa male  e non è solo questione dell’olio che si usa.

Io penso che la verità stia sempre nella giusta misura,

mi è molto piaciuta la spiegazione che la Dott.ssa Evelina Flachi ha dato in una puntata della Prova del Cuoco:

disse che una volta ogni quindici giorno il fritto, fatto con l’olio giusto può essere consumato,

perchè è corretto dire che dà una sferzata alla Cistifelia,

ma attenzione non va bene per chi soffre di patologie al fegato o di calcoli alla Cistifelia 😉

Insomma … come diceva la mia nonna: Si vive una volta sola 😉

INGREDIENTI

1 litro di latte

250 gr di semolino

125 gr di uvetta

50 gr di pinoli

1/2 bicchiere di grappa ( noi abbiamo utilizzata la grappa barrique di Villa Caldogno, ha un sapore morbido e tondo che non fa sentire quella punta alcolica nelle frittelle ma dà solo un buon sapore )

1/2 bicchiere di olio EVO ( abbiamo utilizzato l’olio Pomèa di Contrà Soarda, perchè il sapore delicato ma aromatico ben si abbina agli altri aromi)

130 gr di zucchero

7 uova di allevamento a terra

scorza grattuggiata d’arancia e di limone non trattati

lievito vanigliato per dolci

una presa di sale

farina bianca e frumina qb

PROCEDIMENTO

Mettete il latte in una pentola e portatelo quasi ad ebollizione, gettate a pioggia il semolino e girate energicamente

affinché non si formino grumi

Continuate a mescolare finché non si forma una polentina, cioè quando l’impasto si stacca dalle pareti.

Un volta fatta la polentina aggiungete tutti gli altri ingredienti

tranne  la farina, la frumina e le uova  e amalgamate bene il tutto.

Lasciate raffreddare il composto e solo una volta freddo aggiungete le uova una alla volta amalgamandole bene.

Lasciate riposare il composto un giorno in frigorifero.

Aggiungete la farina mista alla frumina subito prima di friggere, per rendere l’impasto con un certa corposità ma sempre morbido.

Mettete una quantità di impasto nell’olio di frittura aiutandovi con due cucchiaini da caffè, solo quando l’olio è pronto  a 170°, ricordatevi che le frittelle si devono dorare e  cuocere all’interno senza diventare troppo scure.

La prova temperatura, se non avete il termometro da cucina, potete farla immergendo un manico di un cucchiaio di legno nell’olio bollente, se si formano le bollicine tutte intorno, vuol dire che l’olio è pronto per friggere.

Per una versione veramente godereccia, potete riempirle con della crema pasticciera o con dello zabaione;)

Frittelle alla crema

 

 

 

 

 

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