Pollo glassato con cipolline borettane

Pollo glassato con cipolline borettane

Partecipo alla “Giornata nazionale della Cucina dell’Aia” con  Pollo glassato al miele e aceto balsamico accompagnato da  cipolline borettane come contorno. Questa ricetta è stata ispirata da una chiacchiera fatta con la sig.ra Mariuccia, che noi in famiglia affettuosamente chiamiamo la Signora dei polli. La Signora Mariuccia mi raccontava di come la figlia cucini il pollo alla maniera degli  Inglesi dopo essere vissuta per un lungo periodo a Londra. E’ per questo motivo che il mio pollo, che doveva essere alla cacciatora,  è diventato inaspettatamente un Pollo glassato con miele ed aceto balsamico facendo  sbalordire tutta la famiglia. La famiglia, poi, si è anche letteralmente leccata i baffi,  ben oltre le mie  aspettative, quindi ve lo consiglio caldamente;) Anche la Signora Mariuccia ha  abbandonato la moda inglese per adottare il mio pollo glassato,  molto orgogliosa di esserne stata la mia musa ispiratrice. 😉 La Signora Mariuccia ha una vera aia.  Nella sua corte come nelle antiche aie, scorrazzano in libertà galline, polli, tacchini, anatre, faraone, capponi, a volte anche colombi allevati per il consumo familiare. Tutta quest’arca di Noè becchetta qua e là chicchi, briciole, vermicelli, insomma il ciclo della natura. L’Aia della Signora dei Polli è un  allevamento rurale all’aperto che è ben diverso dagli allevati a terra. Quindi se vi posso dare un buon consiglio da Prelibata, prima di acquistare un buon  pollo, cercate la dicitura nell’etichetta allevamento rurale all’aperto. La scritta allevamento a terra non è sinonimo di buona qualità, fuggite lontane se nell’etichetta trovate scritto allevamento intensivo. INGREDIENTI per 3 persone 3 cosce di pollo di  cortile con sovra coscia 100 gr circa di miele di buona...
Frittata alle ortiche su cracker homemade

Frittata alle ortiche su cracker homemade

La frittata alle ortiche è un modo per sentirsi a contatto con la natura quasi in modo primitivo. Passeggiare per campi e rupi ( ovviamente bardati di guanti) e tornare a casa  con un bel fascio di ortiche. Per metterle in pentola. Tutto ciò ti fa pensare che in fondo la natura ci dà tutto e noi potremmo vivere bene senza affannarci troppo dietro a bisogni che  non sono veri bisogni 😉 Solo come conseguenza di una bella passeggiata, partecipo alla giornata nazionale della Frittata del Calendario del Cibo Italiano e metto in pentola quelle “maledette” ortiche che tanto mi hanno fatto piangere quando ero bambina 😉 Preparo una bella frittata alle ortiche anzi tante piccole frittate alle ortiche 😉 INGREDIENTI per 4 /6 persone 8 uova di gallina felice ( della mia vicina di Tana) 300 gr di ortiche, raccolte canticchiando con i guanti 😉 1 spicchio d’aglio 30 gr di parmigiano reggiano 40 gr in una sola fetta di lardo antico a piacere qualche fogliolina di menta, dona un aroma fresco e piacevole qualche pomodorino secco  sott’olio come decorazione 1 piccola cipolla sale e pepe Olio Evo PREPARAZIONE Pulite molto bene in acqua fredda le ortiche, tenendo solo i rametti e le foglie tenere. Eliminate il gambo centrale. Portate ad ebollizione un poco di acqua in una casseruola, salate e lessate le ortiche per 10 minuti. Se volete, potete  raffreddarle in  acqua ghiacciata per mantenerne il colore brillante. Strizzatele bene e sminuzzatele. Schiacciate lo spicchio di aglio e sminuzzate la cipolla. Mettete una padella sul fuoco con un filo di olio evo e mettete a rosolare la cipolla e...
Aliciotte ripiene con ricotta e provola

Aliciotte ripiene con ricotta e provola

Le Aliciotte ripiene con ricotta e provola, una ricetta da raccontarvi rimasta nella penna  dall’estate! Un piatto meraviglioso, del quale mi sono innamorata immediatamente, al nostro primo incontro, quando inaspettatamente Alfonso del ristorante Le Sirene a Marina del Cantone, tra le molteplici portate che compongono il suo antipasto, mi portò per la prima volta queste Aliciotte ripiene con ricotta e provola..;) Appoggiò il piatto  sulla tavola senza nessuna enfasi,  come  se fosse una delle altre portate per noi già molto familiari.  Così conoscemmo le Aliciotte ripiene con ricotta e provola, una nuova portata nel rinomato e delizioso antipasto di Alfonso ( in realtà sono state create della simpaticissima sorella Marinella che si occupa della cucina, mentre Alfonso  sprigiona la sua fantasia nella preparazione dei dolci, oltre a dare una mano ai camerieri ai tavoli, curando soprattutto le public relations) Dopo la prima Aliciotta assaggiata  è scattato l’amore e il chiodo fisso …dovevo rifarle a casa 😉 Inutile strappare la ricetta ad Alfonso che, con molta simpatica diplomazia,  ne custodisce gelosamente la ricetta di famiglia, così come quella degli Spaghetti alla Nerano, ma questa è un’altra storia… 😉  Mi rimaneva solo tentare e tentare fino  a che non avessi raggiunto una soddisfazione di gusto e di forma..;) In questa ricetta infatti, trovo sia molto importante anche la forma data alle Aliciotte ripiene. In seguito mi è capitato di mangiare le Aliciotte ripiene anche in altri ristoranti, ma in nessuno di essi avevo trovato quella bella forma tonda, erano piuttosto due alici accoppiate con all’interno della farcitura … ma non è la stessa cosa 😉 Le Alici le conoscete,  sono un pesce...
Il primo pranzo da Calogero

Il primo pranzo da Calogero

  Chissà cosa ha pensato Ilaria Talimani  quando ha proposto per il calendario del cibo Italiano dell’Associazione Italiana Food Blogger la giornata dedicata al commissario Montalbano? Chissà che cosa avrà scoperto tra le righe dei romanzi di Camilleri;) Quello che appare a tutti noi lettori e/o appassionati della famosa fiction televisiva è la devozione che il commissario Montalbano ha per la cucina siciliana…. silenzio parla il sapore della Sicilia 😉     Per questa particolare giornata mi sono ispirata  al romanzo “La Prima indagine di Montalbano”: Il giovane commissario Montalbano diventa Il commissario Montalbano che tutti noi conosciamo. Da Mascalippa un paese montano e freddo dell’entroterra, dove il giovane Montalbano ha mosso le sue prime indagini come vice commissario, viene promosso e trasferito nella sua Vigata. Vigata è il paese natale dove è cresciuto fino a poco dopo la morte della madre, mancata che lui era ancora un bambino. Il rapporto con la sua Vigata ricomincia proprio con la  ricerca dei sapori rimasti nella sua memoria, dal gelato al gusto cassata del bar nella Scala dei Turchi alla ricerca del ristorante che facesse per lui…  …subito vitti un’insegna sulla quale stava scritto ” Trattoria San Calogero“. Raccomandandosi al Signuruzzu, trasì. Tutti i tavoli erano vacanti, di certo non era l’orario giusto, troppo presto. ” Si può mangiari?” spiò a un cammereri coi capelli bianchi che, sentendolo trasire, era nisciuto dalla cucina e lo taliava. “Non c’è bisognu di pirmissu” arrispunnì asciutto l’altro. “Abbiamo antipasto di mare, spaghetti al nivuro di siccia, o alle vongole o ai ricci di mare”. “Gli spaghetti ai ricci di mare bisogna saperli fare” fece dubbioso...
Gratin di pane profumato

Gratin di pane profumato

Settimana delle spezie,  giornata della Noce Moscata, nel meraviglioso calendario del cibo Italiano dell’Associazione Italiana Food Blogger. Chissà cosa ci farà scoprire l’ambasciatrice della Noce Moscata Sabrina Gasparri  nel suo blog  😉 http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/settimana-delle-spezie/ Io amo le spezie e le erbe aromatiche  che in cucina comunemente chiamiamo odori, senza ovviamente confonderli con ben altri odori 😉 Il sapiente utilizzo delle spezie e degli odori in cucina rende i piatti più gustosi e saporiti evitando così di esagerare con i grassi. Ricordo i viaggi in Marocco ed in Egitto, a zonzo nei  Souk in cerca del  venditore di spezie, lo si riconosce da lontano seguendo l’aroma e distinguendo tra i vasi di terra cotta un arcobaleno di  meravigliosi colori che ricordano l’autunno in collina. Le spezie possono essere, parti di fiori o di frutti dai bottoni floreali come i chiodi di garofano o stimmi come il prezioso zafferano, o  corteccia  come la cannella o  semi come nel caso del pepe e della Noce Moscata, spezia che oggi utilizzo nel mio piatto di recupero. Della noce moscata si trovano tracce già nei libri di medicina antica per le sue proprietà benefiche, veniva utilizzata come cardiotonico, coadiuvante della circolazione, agendo anche come regolatore di pressione, utile in tisane per le malattia da raffreddamento. A dire il vero io l’ho sempre adorata senza sapere delle sue proprietà benefiche solo perché mi ricorda il profumo della cucina della nonna quando mi preparava gli gnocchi al burro con la grattugiata di parmigiano e noce moscata 😉 Per la giornata della noce moscata vi vorrei proporre una golosa ricetta di recupero con il pane, nella quale ho utilizzato un...
Tonno sott’olio in due maniere

Tonno sott’olio in due maniere

Oggi per il Calendario del cibo Italiano AIFB si festeggia la giornata del Tonno sott’olio, ambasciatrice della giornata Nicol Pini  http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-del-tonno-sottolio/  Oggi è la giornata giusta per raccontare del cibo Italiano  parlando di  Tonno, quel pesce che solitamente troviamo inscatolato e che salva anche i più imbranati in cucina…;) quel pesce che nella pubblicità viene decantato anche da fior fiore di attori, che cercano di convincere noi Italiani  che il tonno pinna gialla è il più pregiato  🙁 Questo è uno dei tanti casi di pubblicità ingannevole, perché il tonno Pinna gialla, che molti italiani pensano  sia tra i più pregiati, magari perchè acquistato nel vasetto di vetro e con visibili tranci interi, è il più conosciuto ma viene pescato nell’Oceano Indiano ed è molto, ma molto meno pregiato del nostro Tonno Pinna Rossa che invece vive nelle acque meno calde del nostro Mediterraneo. I tonni pinna rossa, così chiamati per l’intenso colore delle carni molto ricercate, vivono migrando a varie profondità e si aggregano nel periodo della riproduzione per raggiungere i luoghi maggiormente adatti come il canale di Sicilia, dove l’acqua ha la giusta temperatura. Provengono dall’Atlantico, costeggiano il continente europeo e scendono veloci passando dalle acque  della Sardegna, particolarmente da Carloforte e Portoscuro. Il Tonno pinna rossa è il più pregiato della famiglia dei Tunnidi e difficilmente arriva sui banchi delle pescherie e solo pochi ristoranti lo utilizzano per preparare i propri piatti. Inoltre da qualche anno diverse associazioni ambientaliste hanno giustamente focalizzato l’attenzione sui pericoli di estinzione della specie e recentemente il problema è stato affrontato anche dall’U.E. Nel 2009 la Commissione Internazionale per la Conservazione del...