Orticando tra amiche

Orticando tra amiche

L’ortica, è l’erba spontanea  scelta per  la Giornata nazionale delle erbe spontanee e aromatiche e per la  Master Class sulle erbe spontanea organizzata dalla Comunity del Calendario del cibo Italiano. Un particolare ringraziamento a: Sergio Rossi: il cucinosofo http://ilcucinosofo.blogspot.sg/  un blog da salvare sui preferiti e consultare  come un must sulla cucina. Alessandro Dentone  Alessandro Dentone, la viva voce di cucine vive e di incarichi degni di questo nome. Professor Andrea Pieroni  ringraziamenti piu’ sentiti http://www.unisg.it/en/docenti/andrea-pieroni/   Ciò che è destinato appare essere tanto imprevedibile quanto inevitabile, così scriveva Plutarco e questo siamo noi! Tre amiche destinate ad incontrarsi unite da una passione e da una filosofia comune. Volete scoprire qual’è? Seguiteci in questo pomeriggio di sole di Maggio in cerca dell’ortica da trattare con i guanti. 😉 Maggio è il mese migliore per raccogliere questa pianta spontanea che vive in ogni parte d’Italia,  è importante raccoglierla prima della fioritura che avviene verso fine maggio, giugno. L’ortica è una pianta perenne che può raggiungere anche  120 cm. di altezza, che tutti evitano come la peste, per quel fastidiosissimo prurito che  infligge a chi malauguratamente la tocca. E’ infatti l’unica pianta alle nostre latitudini che ha un forte potere urticante, i peletti delle sue foglie si spezzano a contatto con la pelle ed emanano un liquido che irrita. Il potere urticante delle sue foglie è ciò che la distingue dalla falsa ortica, che fa finta di essere irritante ma invece è innocua 😉 Diciamo che la falsa Ortica non potrebbe nemmeno chiamarsi tale, infatti  l’etimologia del nome deriva dal latino Urere  bruciare, proprio per la  sensazione di bruciore che lascia dopo averla toccata. Per questo noi...
Caffè alla nocciola di Giffoni

Caffè alla nocciola di Giffoni

Caffè alla nocciola,  una piccola gioia, una bevanda calda o fredda con poteri magici sull’umore, almeno per il tempo in cui il sapore rimane in bocca.   😉 Ho scoperto il caffè alla nocciola a Napoli, patria del caffè buono, nel locale storico “Il caffè del professore” davanti al Teatro San Carlo.  Tanta è la fama del caffè alla nocciola che il proprietario del  locale ha ritenuto opportuno aggiungere l’aggettivo  “Vero”   davanti al confondibile nome “Bar del Professore” 😉 Mi sembra di sentirlo, quando al garzone di bottega, con quell’accento che ti sembra di essere a teatro, gli avrà chiesto di inserire la scritta “Vero”.     Jamm’ ja, mettiamo i puntini sul caffè alla nocciola  😉   Per la versione fredda vi consiglio invece la Gelateria Primavera di Sorrento, un altro locale storico frequentato da tanti, dalle persone che contano e da quelli che non contano, come  la sottoscritta, che però come una vip si gusta il caffè alla nocciola nel bicchierino di cialda ricoperto in parte dal cioccolato 😉 Ma finito il tour, parliamo di caffè con le parole della scienza. Ciò che del caffè “ci tira su” è la caffeina;  una sostanza stimolante a rapido assorbimento che aumenta il metabolismo, la frequenza cardiaca e la respirazione, migliorando l’ossigenazione del sangue. Favorisce la diuresi e attenua i dolori, in particolare quelli tipici delle donne, e  anche la cefalea. Il caffè ridurrebbe pure il declino cognitivo dell’invecchiamento e migliorerebbe la memoria a lungo termine. Ma attenzione,  troppi caffè fanno male! Infatti il caffè ha pure molti aspetti negativi, la tolleranza varia da individuo ad individuo e un caffè di troppo può dare: nervosismo palpitazioni...
Caffè alla nocciola di Giffoni ricetta

Caffè alla nocciola di Giffoni ricetta

 Come fare un Buon caffè con la Moka  L’acqua è molto importante, in presenza di acqua con sapori marcati ( cloro) meglio ricorrere ad acqua oligominerale naturale. Le dosi consigliate sono 6 gr per ogni tazzina. Regolandosi ad occhio è bene sapere che due cucchiaini colmi equivalgono a una dose di 6-7gr. Non pressate la polvere nel filtro: basta assestarlo battendo il filtro su un piano. la fretta è nemica della bontà: la fiamma va tenuta bassa perché l’estrazione deve avvenire lentamente. Una volta che tutto il caffè è passato nel corpo superiore della caffetteria spegnere il fuoco, evitando l’ebollizione e il conseguente odore di bruciato. Prima di servire il caffè è bene mescolarlo perché la prima parte risulta più concentrata alla seconda Lavare la moka semplicemente con acqua calda utilizzando uno spazzolino adeguato. I singoli pezzi, accuratamente risciacquati, vanno lasciati smontati, in modo che asciughino perfettamente evitando la formazione di muffe. Cosa fare quando la caffetteria è nuova? la regola va bene anche dopo una lunga inattività, prima di utilizzarla è bene farla funzionare un paio di volte con acqua, bicarbonato e una piccola quantità di caffè Come fare il caffè alla nocciola di Giffoni? dose per due persone ( Per  saperne di più della Nocciola Tonda di Giffoni? clicca qui ) Seguite la preparazione descritta sopra In una piccola ciotola,  mettete 1 cucchiaio da tea di pasta di nocciola, assieme a 2 cucchiai di zucchero o più se amate il caffè dolce. Mettete la moka sul fuoco e iniziate a girare la pasta di nocciole con lo zucchero come se doveste montare i rosi d’uovo. Quando usciranno le prime gocce di...
La cioccolata del pellegrino

La cioccolata del pellegrino

Appena entrata a far parte  dell’Associazione Italiana food blogger, prendendo visione del Calendario del cibo Italiano, sapevo già che avrei partecipato alla giornata della cioccolata in tazza. Avrei seguito l’ambasciatrice  Ilaria Talimani nel suo sofficiblog, contribuendo alla sua giornata con la mia cioccolata del pellegrino, non solo per golosità, ma per poter raccontare un pezzo di storia, anzi un pezzo di molte storie 😉   Pensavo che il nome “La cioccolata del pellegrino” avrebbe significato qualcosa  solo per gli abitanti di Vicenza e provincia e forse di un pò più in là 😉 Ma dopo aver fatto un po’ di ricerche, per essere più precisa nei ricordi, ho capito che avrebbe significato qualcosa per molti di più.. Almeno per tutte quelle persone che, come  pellegrini, vengono al santuario della Madonna di Monte Berico.;) Un Santuario sopra un Monte ..il Monte Berico, che domina o vigila la città di Vicenza fino in cima, alla sua corona di montagne. Una piccola chiesetta costruita in mezzo ad un vigneto, negli anni diventata il più bel Santuario Mariano del Veneto, sorse nel 1428 dopo che, una povera donna, riuscì, dopo vari tentativi a convincere i vicentini, che la Madonna le era apparsa  più volte proprio sopra il monte dove c’erano le vigne del marito. La bellissima Signora apparve a Vincenza, questo il nome della donna, e le diede  precise istruzioni  indicandole cioé dove doveva sorgere la chiesa che avrebbe difeso e liberato i vicentini dalla terribile pestilenza che stava mietendo vittime già dal 1400, le  assicurava inoltre  che quanti si fossero  recati nella prima domenica del mese in pellegrinaggio al Santuario,  avrebbero ricevuto grazie abbondanti…...
Liquore di Finocchietto selvatico

Liquore di Finocchietto selvatico

Scelgo di dedicarmi al Finocchietto in questa giornata del Calendario del Cibo Italiano dedicata al’Anice e al Finocchietto, chissà cosa ci racconterà invece l’ambasciatrice Valentina DeFelice,  che cosa ci farà scoprire di nuovo su queste due meravigliose erbe selvatiche 😉 http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-dellanice-finocchietto/ L’aroma del finocchietto lascia ovunque una traccia inconfondibile. E’ una pianta mediterranea, che nasce spontanea e  che si trova solitamente lungo i bordi delle stradine, inconfondibili le foglie fini e piumose come quelle del  finocchio e i fiorellini gialli ad ombrelle che diventano piccoli frutti ovali, chiamati impropriamente semi, quando a maturazione si seccano. Qualche foglia fresca e i giovani getti, dall’aroma ancora non troppo spiccato, possono essere aggiunti alle insalate miste, possono dare una nota di carattere al pesce azzurro oppure alle carni bianche, con salse e marinature. Al sud gli steli si immergono nella salamoia delle olive ma sono i semi i più utilizzati perché entrano nella pasta delle salsicce e nel pane integrale. Rendono uniche anche le zuppe di pesce come la celebre Bouillabaisse. Per i suoi poteri digestivi e contro l’aerofagia, il finocchietto anticamente si regalava confezionato in minuscoli confettini rosa o azzurri alle mamme che allattavano;) Già da qualche anno viene  offerto come digestivo di fine pasto in penisola Sorrentina, dove  cresce rigoglioso e selvatico da secoli, tanto che nei conventi dei frati Minimi, si “parla” di questo liquore già a partire dal ‘300 e ancora oggi viene prodotto insieme al Limoncello, al Nocino ed al Mirto che, nel colle  San Costanzo vicino Punta Campanella, cresce molto rigoglioso. Come spesso succede, le mie ricette e  così anche per  il liquore al finocchietto, sono  legate ad intimi ricordi...
Bevanda al melograno-contest

Bevanda al melograno-contest

Cari amici, un’altra new entry nel nostro Concorso di novembre, Nonsolononna si unisce alla nostra community 😀 Andate a visitare il suo blog, dove potete trovare questa e altre ricette –>Nonsolononna Nel nostro blog mancava da tempo una bella bevanda e questa oltre che buona sarà sicuramente anche sana 😀 Diteci cosa ne pensate nella nostra Pagina di fb! Ingredienti  1 punta di cucchiaino di Miele 1 goccia di essenza di vaniglia 2 melagrane 1 presa di sale 2 dl di spremuta di arance fresca 1 succo di un Limone Preparazione Spremere le melagrane e il limone con uno spremiagrumi, la polpa attorno ai semi deve rompersi.  Mischiare tutti gli ingredienti in 1 bicchiere graduato.  Bagnare il bordo del bicchieri con succo di limone e poi passarli nello zucchero. Riempite i bicchieri, decorare con frutto a piacere ( arancia , mango, fragola).ed eventualmente guarnire con foglia di melissa.  Si può aggiungere dell’alcool (io lo preferisco naturale).  ...