Distillati Villa Caldogno

Distillati Villa Caldogno

Come nasce questa passione? Da che cosa ha origine?

Queste erano le domande che volevo porre a “Toni”, come lo chiamano in paese, quando mi indicavano lui come  l’esperto di distillati per passione.

E  il signor “Toni”,  me la spiega questa passione, iniziando cosi : “Alora[i]..” con quel suo accento tipico della provincia di Vicenza , seguito da un sospiro carico di parole,  e inizia a raccontare:

Se dici Grappa, dici Bassano del Grappa, dici Vicenza, dici Veneto e dominazione austriaca.

I miei ricordi legati alla Grappa risalgono alla mia infanzia, quando, “xe usava ancora farse la grappa de scondon[ii]” perché vigevano e vigono ancora oggi, norme imposte dagli Austriaci.

Il nome Grappa si legge per la prima volta nel Dizionario vicentino-italiano di Luigi Pajello nel 1896, ma di acquavite nel Vicentino si parlava già nel 600 in alcuni conventi, in particolare in quello dei frati Girolimini del monte Summano.

Ma  è  nel 1779 che la grappa diventa protagonista, quando la famiglia Nardini, dalla Val Cembra, si trasferisce a Bassano e apre l’ “Osteria del Ponte” .

Una volta sistemati i loro alambicchi, i Nardini  iniziarono a distillare una grappa ancora oggi inconfondibile.

Dopo 235 anni gli alambicchi sono ancora lì, l’Osteria del Ponte pure,  dove si beve ancora Grappa e anche la Tajadea[iii], primo vero cocktail della storia, inventato da loro  per caso, per dare il “cuchéto[iv]” ai poveri del paese.

Nei primi dell’Ottocento sembrava che la grappa fosse sparita, prima con l’occupazione francese e poi con il rigido sistema fiscale austriaco, ma in realtà clandestinamente i vicentini hanno sempre continuato a produrla in famiglia, dalle loro vinacce dopo aver fatto il vino, chiamandola con nomi che evocavano le fughe che si facevano quando si era colti sul fatto.

Questi racconti sono rimasti nella tradizione, prevalentemente orale, che le famiglie vicentine si tramandano di generazione in generazione e così anche nella mia.

Il caso ha voluto che il mio primo lavoro fosse proprio in una distilleria nata  alla fine della guerra, alla chiusura di questa  storica azienda  tre  collaboratori ai quali mi aggiunsi io, hanno  portato avanti la tradizione, creando il laboratorio  “Liquori Cima Grappa”che distillava e trasformava le migliori grappe proveniente dalla piccole distillerie locali del territorio Vicentino.

Negli ’80,  con il boom economico, la “Cima Grappa” è diventata un marchio della Drink Italia che assorbiva aziende e i migliori laboratori di amari della zona vicentina, fatti  ancora con la macerazione di erbe alpine e con il metodo originale nelle mastelle di legno, come oggi io preparo l’Amaro di Villa Caldogno.  

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Nel 2008 anche questa seconda azienda chiuse ma  oltre alla passione per la distillazione  che si era ormai impossessata di me c’era anche la volontà di non perdere il pregio delle antiche ricette di distillati dalle quali nel tempo sono stati prodotti pregiate Grappe e Amari.

Cambiato completamente lavoro ho però raccolto ricette e storie dei distillati più pregiati  e ho continuato a  produrli in un laboratorio artigianale per continuare una produzione di nicchia di distillati fatti ancora alla vecchia maniera senza  piegarmi alle dure leggi del mercato.

Sulla Grappa e della Grappa sono in molti che hanno scritto, la Grappa ha catturato personaggi come la regina Elisabetta II alla vigilia della sue nozze, Hemingway che la beveva al Cipriani di Venezia o Mitterand che abbandonava per la grappa il suo gusto francese.

La Grappa non innaffia cibi, la grappa è un momento di meditazione, la si sorseggia assaporandone  tutte le  caratteristiche  dovute alle vinacce usate, alla lavorazione e all’invecchiamento.

Ultima cosa… mi dice Antonio, mettendomi in mano un libro  stampato negli anni ’90, “Grappaioli e itinerari di terra Vicentina….. La strada della grappa vicentina”, un consiglio, fatevelo questo giro sulla strada della Grappa, che parte da Este per chiudersi al ponte di Bassano, procedendo a zig zag, come la grappa quando scende, che tocca località amene, ricche di architetture spesso Palladiane, che traversa  paesaggi tagliati fuori dal turismo di massa ma veramente molto belli.

Poi andatevi a fare un gioseto de graspa [v]o na sgnàpa [vi]in una delle storiche distillerie che troverete lungo la strada, così capite la passione”.

Ma qui inizia un ‘altra storia….

Noi di Prelibata, con la passione di raccontare le storie di  questi artigiani del gusto, per non dimenticarle, per valorizzarle o semplicemente per conoscerle noi stessi, e raccontarle sulle nostre tavole quotidiane…. non potevamo non raccontarvi questa storia.

 

[i] Il dialetto veneto toglie le doppie.

[ii] “Si usava ancora  farsi la grappa di nascosto”

[iii] Tagliatella

[iv] Goccio

[v] Un bicchierino di Grappa

[vi][vi] Grappa in dialetto arcaico

 

(Grappaioli e Itinerari di TERRA Vicentina di Lovo, Onorato e Albieri. Associazione Culturale Noi Veneti. )

Prelibata foto Paola 006

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